La città che muore

Civita di Bagnoregio, altrimenti detta “La città che muore”, è un piccolissimo paese oggi praticamente disabitato che sorge in maniera spettacolare su un’altura di tufo con alle spalle la bellissima opera d’arte naturale della Valle dei Calanchi. Il paese, che fa parte del Comune di Bagnoregio, è collegato a quest’ultimo attraverso un suggestivo ponte, il cui attraversamento può regalare emozioni incredibili.

Fu originariamente fondata dagli etruschi, ben 2.500 anni fa: era costituita da un solo agglomerato urbano e dove oggi vediamo Civita era situata l’acropoli con i templi e il foro, praticamente il centro della vita civile e religiosa dell’intera urbe, mentre dove ora si trova Bagnoregio sorgeva l’abitato di Rota.

Gli stessi Etruschi erano in grado di comprendere l’instabilità sismica di quest’area, pertanto si adoperarono allo scopo di proteggerla dai terremoti, attraverso diversi interventi edilizi nel paesaggio ospitante. I romani fecero lo stesso, e tuttavia con loro il territorio ebbe un rapido degrado che portò, in ultimo, all’abbandono.

Viene definita “città che muore” (lo fece Bonaventura Tecchi per primo) perché l’erosione, causata dagli agenti atmosferici, ne sta compromettendo la stabilità, facilitandone lo sgretolamento e il possibile decadimento. Il Comune e altre istituzioni si stanno impegnando per provare a rimediare, con le tecnologie odierne, a tale problema.

Al suo interno il tempo sembra essersi fermato, tra cortili e antichi palazzi rimasti intatti, pertanto una visita va più che raccomandata a chi vuole vivere un’esperienza unica.