La Necropoli di Tarquinia

Quando si tratta di una Necropoli risulta sempre ambiguo parlare di “viaggio nel tempo”, considerato che la destinazione di questa è, fin dall’inizio nell’antichità, proprio quella di rimanere intatta fino ai nostri giorni; eppure, arrivando alla contemporaneità e avendo visto quante poche, in relazione alla loro quantità, siano arrivate fino a noi, è difficile non sentirsi trasportati direttamente nell’antichità con quella che affrontiamo. Parlare del luogo che trattiamo in questo nuovo episodio della rubrica, significa dibattere di un insieme di monumenti mantenutisi per 3000 anni. L’immensa Necropoli di Tarquinia, non a caso patrimonio UNESCO dal 2004, è giunta a noi dopo 3 lunghissimi millenni, e oggi possiamo apprezzarla in modo molto simile (relativamente) a quando fu eretta.

La serie straordinaria di tombe dipinte rappresenta il nucleo più prestigioso della necropoli di Tarquinia che resta, per questo aspetto, la più importante del Mediterraneo, tanto da essere definita dal padre dell’etruscologia, Massimo Pallottino ‘il primo capitolo della storia della pittura italiana.” – Questo è ciò che appare quando si clicca il blog ufficiale della Necropoli di Tarquinia, questa è la sintesi, in fondo, del perché tale sito archeologico sia dell’importanza di cui detto fino a ora.

La serie di tombe, incredibilmente mantenute sebbene per la maggior parte sotterranee, è lunghissima (più di 6000 sepolture, probabilmente il complesso più esteso che esista): in particolare la necropoli dei Monterozzi, che racchiudono un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia, nelle quali è conservata una straordinaria serie di affreschi, rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico a noi giunto di arte etrusca e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell’età imperiale romana. Secondo gli archeologi, questi monumenti dovrebbero collocarsi tra il IX e il VII secolo Avanti Cristo.

Le camere funerarie, modellate sugli interni delle abitazioni, presentano le pareti decorate a fresco su un leggero strato di intonaco, con scene di carattere magico-religioso raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori di aulós, giocoleria, paesaggi, in cui è impresso un movimento animato e armonioso, ritratto con colori intensi e vivaci. Molti affreschi e oggetti, presi dalle camere per conservarli, sono stati trasferiti al Museo Nazionale Tarquiniense.

I sepolcri più interessanti dell’amplissima zona (si può comprendere quanto sia vasta dall’immagine della mappa, tra le foto nella galleria qua sotto) sono quelli del Guerriero, della Caccia e della Pesca, delle leonesse, degli Auguri, dei Giocolieri, dei Leopardi, dei Festoni, del Barone, dell’Orco e degli Scudi.

Come raggiungere il luogo:

https://goo.gl/maps/eYQcra1McmfmVkdy9

Necropoli di Tarquinia
Via Ripagretta, 01016 Tarquinia VT

[[[Entrata a pagamento – Eccetto la prima domenica del mese]]]